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Uno sguardo al passato luganese

Sunti di storia e di vita dalla fine dell’800 alla prima metà del ‘900

EDIFICI PUBBLICI

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Fine ’800-inizio ’900. Veduta verso Nord di piazza Rezzonico e dell’imponente struttura del Palazzo Civico

Municipio

Il Palazzo Civico, progettato dall’architetto milanese Giacomo Moraglia, venne costruito nel 1844 per ospitare il Governo cantonale che sarebbe giunto da Locarno a Lugano nel 1845. Il sontuoso palazzo, la cui struttura è giunta sino a noi quasi intatta, con un piacevole cortile interno neoclassico, è diventato un elemento centrale dell’impianto urbanistico della città, tanto da essere immortalato da molti valenti artisti in dipinti (tra cui due belle vedute di Carlo Bossoli) e fotografie di pregio. L’imponente struttura, con la sua edificazione, andò a chiudere la piazza Grande (oggi piazza della Riforma) verso il lago, completando, malgrado allora non fosse ancora pavimentata ma in terra battuta, la configurazione attuale. Da segnalare al suo interno un ampio scalone, affreschi di Pietro Chiesa e lo Spartaco, scultura di Vincenzo Vela.

Vecchio Pretorio

L’edificio, chiamato anche “Antico Pretorio”, si trova sul lato occidentale di Piazza della Riforma; di origine quattrocentesca, venne ristrutturato nei primi anni dell’800 per fungere da Pretorio distrettuale e struttura carceraria fino al 1871. Dopo tale data il palazzo venne trasformato profondamente acquisendo un elegante classicismo, tipico dell’architettura dell’epoca. Da allora la costruzione è stata caratterizzata da interventi edilizi, sia all’interno che all’esterno con la chiusura dell’ingresso su piazza Maraini, conservando però nel complesso il suo fascino originale, tra cui la bella facciata su piazza della Riforma. Il palazzo si trasformò così dapprima in casa di appartamenti, divenendo in seguito sede della Banca della Svizzera Italiana, nel 1901 Banca Cantonale e dal 1919 Banca dello Stato del Cantone Ticino.

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Fine ’800. Vista verso Ovest di piazza della Riforma. Al centro il vecchio Pretorio a destra il palazzo del futuro Credito Svizzero

Vecchio Palazzo di Giustizia

La struttura fu realizzata a ridosso del centro storico cittadino nel 1871 in via Pretorio, all’angolo con l’attuale via Emilio Bossi. L’edificio venne progettato dagli architetti Antonio de Filippis e Giuseppe Trezzini (ambedue professionisti di grande talento che operarono con profitto in Russia nel decennio precedente).

Il vecchio Palazzo di Giustizia, o meglio Pretorio e Penitenziario Cantonale (che andò a sostituire la casa di pena situata sino ad allora all’interno del Castelgrande di Bellinzona), fu demolito negli anni ‘60 per far posto al nuovo Palazzo di Giustizia ospitante anche uffici cantonali. Il penitenziario, a sua volta, si trasferì in località La Stampa in una nuova costruzione portata a termine nel 1968.

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Anni ’30. Veduta verso Sud-Est del Palazzo di Giustizia in via Pretorio

Vecchia e nuova Posta

La vecchia posta, edificata nel 1875, si trovava in via Canova (già via al Castello), arteria che prima della costruzione di Riva Albertolli e di Corso Pestalozzi costituiva lo sbocco principale della città vecchia verso est, ossia l’asse di uscita per Cassarate. Sul lato nord l’edificio confinava con la chiesa di S. Maria facente parte del complesso del vetusto ospedale di Santa Maria demolito nel 1914. Il vecchio palazzo postale venne chiuso nel 1912 (e demolito nel 1930) a seguito dell’inaugurazione del nuovo palazzo postale, costruito in Contrada di Verla tra il 1909 e il 1911 sull’area dell’ex Collegio di S. Antonio. La tipica torre d’angolo, abbellita da un’opera scultorea di Giuseppe Chiattone, ha ospitato in origine l’antenna del telegrafo.

TRASPORTI CITTADINI

Funicolare di Santa Maria degli Angioli

Aperto al pubblico nel 1913 sotto la gestione della Società Funicolare degli Angioli (fondata nel 1910) che ne ottenne la concessione per la costruzione, l’impianto collegava i lussuosi alberghi posizionati in alto su via Maraini (come il Bristol e il Majestic) con il centro e il lago sottostanti, trasportando fino a 28 passeggeri per corsa. Dopo alcune piccole trasformazioni la funicolare fu acquistata nel 1974 dalla Città di Lugano e restò in esercizio fino al 1986.

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Funicolare di Santa Maria degli Angioli nel primo ‘900

FUNICOLARE MONTE BRÈ. Aperta nel 1908 con il primo tronco, e dal 1912 con il secondo, conduce in pochi minuti da Cassarate fino in prossimità della vetta del Monte Brè, dove si gode di una splendida vista sul luganese e le Alpi. La lunghezza del tragitto è di 1.599 m con un  dislivello di 622 m. La struttura, appartenente alla Società Funicolare Cassarate-Monte Brè SA (controllata dalla Città di Lugano), è gestita dalla TPL.

FUNICOLARE SAN SALVATORE. Inaugurata nel 1890, supera un dislivello di 601 m. Il suo percorso, articolato su due tronchi, è di 1.629 m fino alla sommità del monte dal quale si gode di una meravigliosa vista su Lugano e il suo lago. La struttura, che ha visto negli anni diversi ammodernamenti, appartiene alla società anonima Funicolare Lugano-Paradiso-Monte San Salvatore SA, fondata nel 1888.

FUNICOLARE DELLA STAZIONE. Collega il centro città (piazza Cioccaro) con la stazione FFS, tutti i giorni dell’anno dal mattino presto alla sera tardi. L’impianto risale al 1886, ha una lunghezza di 220 metri e supera un dislivello di 53 metri, con una pendenza massima del 25%. Inizialmente funzionante con trazione a contrappeso di acqua, venne elettrificato nel 1955 nonché rinnovato completamente nel 1988 e nel 2014. 

Tram e bus elettrici

La rete di trasporti luganese iniziò la sua attività nel 1896, sotto la gestione della Società luganese delle Tramvie elettriche, con l’attivazione di tre linee che collegavano il capolinea centrale di piazza Giardino alle periferie di Cassarate, Molino Nuovo e Paradiso/Funicolare San Salvatore. In anni successivi, grazie all’incremento del traffico, la rete venne ampliata, come nel 1910 con una quarta linea che da piazza Giardino arrivava alla stazione ferroviaria. Il 1º luglio 1918 la gestione della rete passò alla società municipalizzata Tramvie Elettriche Comunali. Le tramvie raggiunsero la loro massima estensione nel 1927 con il prolungamento della linea della stazione ferroviaria fino al quartiere di Besso. I tram vennero definitivamente eliminati nel 1959 e sostituiti dalla rete filoviaria, già parzialmente in esercizio dal 1948. Quest’ultima venne a sua volta modificata e ampliata fino a raggiungere negli anni ‘70 un’estensione massima a 13 km tra le due stazioni più distanti. A causa anche delle difficoltà tecniche legate alla rete elettrica i filobus furono soppressi nel 2001 e sostituiti interamente con gli autobus. Nel 2002 è stato creato il nuovo terminal di interscambio di Lugano centro in Piazzetta della Posta.

TRASPORTI EXTRAURBANI

Lugano-Cadro-Dino

Attivata nel 1911, era una linea di 8 km a scartamento ridotto che collegava il lungolago di Lugano con i piccoli centri collinari posti sul versante orientale della valle del Cassarate, assolvendo di fatto un vero e proprio servizio tranviario. La linea contava 16 stazioni di fermata ed era attraversata da 9 ponti e 2 tunnel. Alla fine degli anni ’60 fu soppresso il servizio in città e il 30 maggio 1970 fu  chiuso anche il tratto extraurbano.

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La Lugano-Cadro-Dino, da una fotografia del primo ‘900

Lugano-Tesserete

La linea Lugano-Tesserete, che restò in esercizio dal luglio 1909 al maggio 1967, era una ferrovia a scartamento ridotto che toccava i centri abitati posti sul versante occidentale della valle del Cassarate. Dopo la seconda guerra mondiale la concorrenza automobilistica influì negativamente sui conti aziendali. Venne così deciso di sopprimere l’esercizio ferroviario il 27 maggio 1967, sostituendolo con un’autolinea che iniziò la sue corse il giorno successivo alla chiusura.   Nel 1970 entrò poi in esercizio una nuova autolinea che nel 1971 si fuse con la Lugano-Cadro-Dino, formando la società Autolinee Regionali Luganesi (ARL) che assicurò il collegamento anche con Sonvico e Villa Luganese. 

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La ferrovia Lugano-Tesserete, da una cartolina del 1920 ca.

Lugano-Ponte Tresa

Ferrovia a scartamento ridotto, si sviluppa lungo un percorso di 12 km, superando 3 gallerie, 2 viadotti e 2 ponti. Fu inaugurata il 2 giugno 1912 alla presenza di alte autorità, tra cui il consigliere federale Giuseppe Motta. Il progetto iniziale prevedeva anche il prolungamento fino a Cremenaga. La linea ha visto nel corso di più di un secolo un graduale sviluppo dell’utenza ed un continuo rinnovamento delle infrastrutture tecniche. La struttura appartiene alla società anonima Ferrovie Luganesi SA il cui capitale è detenuto per la maggioranza da enti pubblici.

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La ferrovia Lugano-Ponte Tresa, da una fotografia di inizio ‘900

NAVIGAZIONE

Fin verso la metà dell’800 le uniche imbarcazioni che solcavano le acque del lago erano le leggendarie (e leggere) barche con i caratteristici “arcioni”, utilizzate specialmente per il trasporto delle persone, e le piatte imbarcazioni a vela ed a remi per il trasporto delle merci povere. Il 19 agosto 1848 il primo battello a vapore iniziò a navigare nelle acque del Ceresio. Si trattava del “Ticino”, che con una capienza di 200 persone ed una velocità massima di 18 km orari (9,7 nodi) compì il servizio, con alterna fortuna, fino al 1851 sulla tratta Lugano-Capolago. Il 10 dicembre 1855 si costituì a Lugano la “Società di Navigazione a Vapore sul Ceresio” che varò l’anno successivo il primo piroscafo dandogli il nome “Ceresio”.

 

Con la seconda guerra mondiale, a causa della crisi imperante, la “Società Navigazione del Lago di Lugano” (SNL), nata nel 1919, iniziò uno snellimento ed un ammodernamento della flotta. Fra il 1954 ed il 1962 vennero sostituiti gli ultimi battelli a vapore. Oggi il servizio di navigazione si estende a tutti i rami del lago e durante la bella stagione sono offerti percorsi aggiuntivi e crociere speciali. La Società Navigazione del Lago di Lugano è un’impresa di trasporto pubblico del traffico regionale, con un orario ufficiale che copre tutto l’arco dell’anno.

 

Dalla lunga storia della SNL va ricordato il naufragio del battello “Ticino”, avvenuto il 25 settembre 1927 a seguito di una violenta tempesta sul lago che ne ruppe gli ormeggi, provocando tre falle e trascinando il naviglio ad una profondità di 49 metri. Ardue furono le operazioni di recupero che permisero però al piroscafo, una volta rimesso a nuovo, di riprendere le corse nella Pasqua del 1928, e ciò fino al 1957 quando venne sostituito.

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1913. Vista verso Sud-Est dell’imbarcadero di Castagnola 

FERROVIA

Stazione e tunnel di Besso

Nel dicembre 1874 vennero inaugurate alcune linee ticinesi della ferrovia del Gottardo. A Lugano in quell’anno la stazione si componeva di un locale provvisorio per passeggeri, un magazzino in legno e una rimessa per le locomotive. Successivamente, nel 1876 fu completato l’edificio definitivo e sistemato il piazzale con una rampa di accesso, chiudendo di conseguenza i vicoli che conducevano a Massagno, Besso e Montarina. Lugano si arricchì in tal modo di una terrazza panoramica ad ovest sopra il nucleo storico. Come a Bellinzona, gli ingegneri delle ferrovie non avevano voluto edificare la stazione nelle vicinanze della città vecchia per poter limitare al massimo i dislivelli della linea.

 

Va rilevato che prima del 1874 per l’ubicazione della stazione di Lugano era stata considerata quale alternativa anche la collina di Loreto. Nel 1895 fu installata una tettoia in ferro sopra i marciapiedi, sostituita poi nel 1934 quando fu ampliato l’edificio centrale. Fra il 1909 e il 1912 il piazzale subì un notevole ampliamento quando furono modificate la rampa per le tramvie e la stazione della ferrovia Lugano-Ponte Tresa. Si intraprese allora anche la costruzione di una scala fra il piazzale e le rampe pedonali sistemate nel 1883 sul pendio sottostante la stazione.

 

Nel 1926 si inaugurò il tunnel di Besso e aperto un sottopassaggio. Con l’apertura del tunnel stradale sotto la stazione si trasformò così l’assetto viario del quartiere di Besso, con la ricezione del traffico proveniente da via San Gottardo e via Maraini. Per dare un centro ordinato al quartiere, nel 1943 venne realizzato il piazzale di Besso collegato con il passaggio pedonale e con il tunnel.

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Stazione di Lugano, da una cartolina d’inizio ’900